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DISTRUTTE LE TROUPES DI
"UN MEDICO IN FAMIGLIA 8"
A seguito di informazioni giunte tramite nostri Associati, e dopo aver condotto alcune verifiche, dobbiamo prendere atto che la Rai ha improvvisamente deciso di inserire il proprio personale (in esubero?), macchinisti, elettricisti, fonici, operatori etc. nelle troupe di prima e seconda unità della storica serie televisiva “Medico in famiglia 8” prodotta dalla Publispei e prossima all'avvio delle riprese (previste per il 2 maggio prossimo).
Lo sconcerto e la rabbia di circa CINQUANTA LAVORATORI (già con accordi verbali chiusi con la Produzione e poi all'improvviso disdetti) che sono stati messi alla porta, è enorme !
Il precedente che ne deriva a dir poco devastante !!!
Il tutto è avvenuto senza che la Rai abbia dato una corretta (e anticipata) comunicazione, a tutti i soggetti istituzionali interessati e ai mezzi di comunicazione, dell'intenzione (perchè non possiamo immaginare sia un fatto episodico) di operare questo cambio di rotta aziendale, avviando di fatto una partecipazione diretta, con proprio personale tecnico, all'interno delle Produzioni di fiction fino ad oggi realizzate totalmente con personale esterno.
E' chiaro che da un punto di vista legale la posizione è inattaccabile, in quanto tutti i Colleghi che avevano dato la loro disponibilità (e allertati da tempo dalla Publispei) non erano stati ancora contrattualizzati, e quindi, probabilmente, non potranno operare alcuna rivalsa in merito.
Rimane comunque aperto il dubbio valore etico della scelta effettuata, nei modi e nei tempi, dall'attuale dirigenza Rai.
Insomma il solito gran papocchio all'italiana e, se ancora ce ne fosse bisogno, l'ennesimo esempio dell'imbarbarimento complessivo che vive tutto il nostro comparto. Nel quale un soggetto pubblico come la Rai, non brillando certo in progettualità, invece di incentivare e diversificare la produzione di contenuti di intrattenimento (con produzioni anche completamente interne di sit-com o soap, come già fatto in molti casi) componga un unico magma dove tutto si confonde, dove realtà produttive e realizzative caratterizzate da alta professionalità e competenza, vengono svilite e umiliate:
nel nome di cosa?
Di un risanamento aziendale, o più probabilmente di una mera operazione di facciata, volta a poter dimostrare che anche la Rai collabora al risanamento del Paese?
Quale logica aziendale può giustificare un tale intervento "a gamba tesa" che vede 50 Colleghi, con le loro rispettive famiglie, prima verbalmente impegnati, e poi, di fatto virtualmente licenziati, grazie ad una estemporanea e grande idea di chissà quale illuminato pensatore della nostra tv pubblica?
Se un piano per il riutilizzo delle risorse interne Rai deve esserci, che piano sia, con una programmazione concordata con Produzioni e parti sociali, nei tempi e nei modi dell'applicazione, che eviti situazioni da macelleria sociale come quella di cui stiamo parlando.
Nell'arco di meno di quindici giorni, due troupes affiatate e pronte all'inizio delle riprese, sono state prima create e poi distrutte, e questo crediamo sia eticamente deprecabile.
Una domanda per concludere: l'autore di tale catastrofe, avrà mai pensato al danno oggettivo che la sua scellerata scelta ha prodotto nella vita di tanta gente?
Meditiamo !
La Segreteria del SALA
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